Le ospiti della serata:
Prof.ssa Valentina Di Mattei, Presidente dell’Ordine degli Psicologi della Lombardia, Professoressa Associata di Psicologia Dinamica presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano;
Dott.ssa Eugenia Trotta, Psicoterapeuta e Psico-oncologa, Ricercatrice e Docente Università degli Studi dell’Insubria, referente SIPO Lombardia;
Dott.ssa Gaia Perego, Ricercatrice universitaria di Psicologia Dinamica presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano.

Nella conferenza che si è svolta martedì 10 febbraio 2026, la Dott.ssa Trotti ha ripercorso le tappe che hanno portato alla nascita della psico-oncologia, ricordando che nel 1984 Jimmie Coker Holland fondò la International Psycho-Oncology Society e fu tra le prime a sostenere l’importanza di riconoscere e trattare il distress nei pazienti oncologici e nei loro familiari, poiché, se trascurato, può compromettere l’efficacia delle cure.
Nel 1985, Invernizzi, Scanni e Tamburini fondarono poi la Società Italiana di Psico-Oncologia, segnando una tappa fondamentale per lo sviluppo della disciplina in Italia.

Ha poi evidenziato che, nonostante i progressi compiuti nel contrasto allo stigma legato al cancro e nella sensibilizzazione della popolazione e della comunità scientifica sull’importanza della psico-oncologia, è ancora necessario diffondere la conoscenza della disciplina, creare percorsi diagnostici, terapeutici e assistenziali integrati e uniformi su tutto il territorio nazionale, formare adeguatamente gli operatori e sostenere la ricerca.

Il bisogno di psico-oncologi è oggi scientificamente riconosciuto; tuttavia, solo una piccola percentuale di pazienti riesce ad accedere a un sostegno adeguato.
Numerosi studi evidenziano che il 20% dei pazienti oncologici è colpito da depressione, il 10% da disturbi d’ansia e oltre il 50% sviluppa una forma di disagio psicologico. Il 59% riferisce paura di recidiva. Nonostante questi dati, soltanto il 20% degli ospedali offre servizi specialistici di supporto psicologico in oncologia.

In questo contesto si inserisce l’impegno della Società Italiana di Psico-Oncologia (SIPO), associazione scientifica che riunisce psicologi, oncologi, psichiatri e altri professionisti con l’obiettivo di promuovere la disciplina e la sua applicazione in ambito clinico, formativo, sociale e di ricerca.
SIPO collabora con le istituzioni per far riconoscere la psico-oncologia come parte integrante della cura oncologica, sostiene la ricerca e la divulgazione scientifica e contribuisce alla definizione di standard formativi. In particolare, lo psico-oncologo deve essere uno psicoterapeuta con formazione, esperienza e competenze specifiche nell’ambito dell’oncologia e nei diversi settori di intervento propri della disciplina.
Gli interventi comprendono il counselling psico-oncologico integrato, la psicoterapia (individuale, di coppia e familiare), l’impiego di terapie complementari, come la mindfulness, e interventi psicoeducativi rivolti anche ai familiari, al fine di sostenere l’intero sistema di cura.

La Dott.ssa Trotti ha inoltre evidenziato l’importanza di adottare un modello bio‑psico‑sociale, in cui si pone al centro il paziente. In questo approccio interdisciplinare le diverse figure professionali collaborano in modo integrato per rispondere in modo globale ai bisogni di chi affronta la malattia.

Anche la Prof.ssa Di Mattei ha sottolineato l’importanza dell’integrazione tra terapie farmacologiche e medicina integrata per migliorare la qualità di vita in oncologia. Gli interventi complementari comprendono sistemi di medicina non convenzionale, come l’omeopatia; pratiche mind-body, come meditazione e yoga; pratiche manipolative e body-based, come massaggi e osteopatia; e terapie energetiche, come Qi Gong e Tai Chi.

In quest’ottica, nel 2013 è nato “Salute allo Specchio”, frutto della collaborazione tra il Servizio di Psicologia Clinica della Salute e l’Unità Operativa di Ginecologia e Ostetricia dell’Ospedale Vita-Salute San Raffaele di Milano, rivolto a donne malate di tumore.
Il progetto dimostra come la psico-oncologia possa tradursi in momenti concreti di supporto e scoperta personale ed è pensato per affrontare l’impatto della malattia su corpo e mente, promuovendo una qualità della vita che va oltre la semplice sopravvivenza.
L’iniziativa si fonda dalla convinzione che sia fondamentale stare accanto e accompagnare le persone nella riscoperta di sé e nella valorizzazione della dimensione sana che ciascuno custodisce anche di fronte alla malattia.
Come ha spiegato la Dott.ssa Perego, il progetto si basa sull’ascolto dei bisogni delle pazienti e si propone di offrire risposte concrete attraverso giornate dedicate, durante le quali diversi professionisti — truccatori, parrucchieri, nutrizionisti, dermatologi e psicologi — aiutano le partecipanti a riflettere sull’esperienza della malattia e favorire la socializzazione.
Studi hanno dimostrato che, anche a mesi di distanza dalla conclusione del progetto, le partecipanti mostrano miglioramenti significativi nell’impatto dei cambiamenti corporei: rafforzamento dell’identità personale (non più definita solo dalla malattia), maggiore senso di femminilità, autostima, immagine corporea positiva, senso di normalità, uscita dall’isolamento e creazione di reti sociali.
Negli anni sono stati avviati diversi laboratori, come quelli di sana alimentazione, manualità creativa, sostegno psicologico e progetti di reinserimento lavorativo, contribuendo a una visione globale della cura che pone la persona al centro.

La serata ha mostrato come la psico-oncologia, ormai riconosciuta come parte integrante della cura oncologica, possa fare la differenza nella vita delle pazienti, prendendosi cura della persona nella sua interezza. La salute mentale e quella fisica possono e devono procedere di pari passo, aprendo a nuove prospettive per la gestione della malattia e per il benessere di chi la affronta.