L’ospite della serata:
Prof. Francesco Dell’Orco, psicologo psicoterapeuta specialista in adolescenza, socio IESCUM e partner fondatore del Centro Interazioni Umane. Docente a contratto presso l’Università IULM di Milano e diverse scuole di specializzazione in psicoterapia.
Nella conferenza che si è svolta martedì 13 maggio 2025, il Prof. Dell’Orco ha spiegato come il concetto di flessibilità psicologica e i metodi sviluppati negli anni per la sua promozione nell’individuo possano essere di fondamentale importanza per la crescita sana e funzionale degli adolescenti.
La flessibilità psicologica è considerata la determinante più significativa della salute mentale e dell’efficacia comportamentale secondo l’Acceptance and Commitment Therapy (ACT), una delle più recenti teorie psicologiche basate sull’evidenza.
Essa è definibile come l’abilità di essere nel momento presente con piena consapevolezza e apertura alla nostra esperienza esterna e interna e, da questa posizione, intraprendere azioni guidate da ciò che per noi è importante.
Il concetto di flessibilità psicologica e la sua promozione attraverso i processi che costituiscono il modello ACT è stato discusso inizialmente in termini di benessere individuale. Da subito tuttavia, è apparso evidente l’interesse per lo sviluppo di questa abilità anche nell’ambito dell’istruzione superiore universitaria e non.
Diversi studi mostrano le correlazioni positive tra flessibilità psicologica, benessere individuale, soddisfazione personale e vantaggi in ambito scolastico, tra cui:
- miglioramento di resilienza e benessere generale,
- miglioramento della performance,
- riduzione di stress e ansia,
- aumento delle capacità di regolazione e organizzazione nello studio,
- riduzione della procrastinazione e migliore gestione del tempo.
- Riduzione dei tassi di abbandono scolastico
Recentemente Ciarrochi e Hayes (2017) hanno elaborato un modello di intervento per la flessibilità psicologica denominato DNA-V e specificatamente pensato per adolescenti. Questo modello aiuta gli adolescenti a sviluppare una serie di competenze che favoriscono l’adattamento e la crescita nel contesto dell’adolescenza. Queste competenze raggruppate in 3 cluster e descritte in modo metaforico come competenze del consulente dell’esploratore e dell’osservatore.
- Consulente (Adviser): questo insieme di abilità aiuta gli adolescenti a conoscere e a rapportarsi in modo più efficace ai propri pensieri. Il Consulente è di fondo una metafora per descrivere la nostra voce interiore. La capacità di riconoscere e prendere distanza da pensieri disfunzionali è una delle componenti alla base della flessibilità psicologica e del benessere individuale. Al contrario scarse abilità in questo senso generano pattern comportamentali rigidi e inefficace come per esempio un’eccessiva aderenze a pensieri e credenze poco utili e disfunzionali
- Osservatore (Noticer): è una metafora per descrivere la capacità di notare ciò che accade dentro e fuori dalla mia pelle. Quando queste abilità sono ben sviluppate i ragazzi sono in grado di notare quanto accade fuori e dentro di loro, di dare un nome a quello che provano e riconoscere le proprie emozioni. Viceversa, quando non lo sono i ragazzi rispondono alle loro emozioni in modo impulsivo cercando di allontanarle o di controllare in modo eccessivo. Agiti autolesionistici, impulsività ritiro, evitamento sono spesso segnali di scarse abilità in questo senso
- Esploratore (Discoverer): racchiude tutte le abilità che consentono ai ragazzi di ampliare i propri pattern comportamentali riconoscendo quanto il loro agire è funzionale e di scoprire quello che è significativo e importante per loro. Spesso gli adolescenti esplorano in modo impulsivo guidato da regole sociali basate sul conformismo o dall’impulsività generata da fattori neurobiologici dello sviluppo. Gli interventi pensati per potenziare queste competenze aiutano i ragazzi a ed entrare in contatto con il modo reale a riconoscere ciò che funziona davvero nel rendere le loro vite più efficaci
- Valori (Values): al centro di ogni intervento viene posta la crescita del ragazzo come frutto di una scelta e di un investimento personale:“Che cosa mi sta a cuore?”. Per lavorare con il DNA-V non abbiamo bisogno della risposta definitiva a questa domanda, ma sicuramente ce ne serve una anche parziale che possiamo poi sviluppare e perfezionare con il tempo.
Le abilità DNA aiutano quindi i ragazzi a sperimentare in modo efficace e aperto il loro mondo attivando percorsi di scelta che portano a scoprire i propri valori.
Che ruolo hanno queste competenze nella vita degli adolescenti:
- Consapevolezza del momento presente: aumentando la sensibilità rispetto a quello che sta accadendo nel momento presente, diventiamo capaci di discriminare in modo più efficace tra ciò che possiamo effettivamente osservare attraverso i 5 sensi e ciò che le nostre menti (spesso inaffidabili) ci dicono stia succedendo.
- Agire in modo efficace verso ciò che è importante per la persona: aumentare la consapevolezza di ciò che è importante per ciascuno di noi, i nostri valori, aiuta a potenziare la motivazione e consente alle persone di intraprendere con maggiore facilità azioni durature, anche quando farlo si rivela impegnativo.
- Sviluppare una forza flessibile: i giovani si trovano in una fase di scoperta anche rispetto ai pensieri, ai sentimenti e a che cosa voglia dire essere una persona. Hanno bisogno di provare nuovi comportamenti e di scoprire se questi conducano a obiettivi legati ai valori. Uno dei modi più efficaci di apprendere per gli esseri umani è proprio provare e i giovani devono quindi sperimentare molte cose nuove e ciò comporta correre dei rischi e testare i limiti posti dagli adulti.Si rende così indispensabile la capacità di utilizzare le competenze del DNA in modo da promuovere crescita, vitalità e azioni orientate verso i valori, sviluppando quindi flessibilità psicologica.
La persona, lavorando su questi concetti, impara a notare e a scegliere le azioni di volta in volta più utili a perseguire ciò che per lei è importante, individualmente e nella continua interazione con le persone che ha accanto. Impara inoltre a spostare la valutazione di efficacia dal risultato puntuale (es. l’interazione è andata bene e mi fa stare bene) alle qualità espresse di volta in volta dal proprio comportamento nell’interazione (es. il mio modo di comportarmi in questa interazione mi fa sentire comunque bene, perché ho agito in modo collaborativo e costruttivo).
Dott. Alberto Nespoli
Dottore in Psicologia clinica
Bibliografia
Hayes, L.L., Ciarrochi J.V., (2017). Adolescenti in crescita. L’ACT per aiutare i giovani a gestire le emozioni, raggiungere obiettivi, costruire relazioni sociali. Milano, Franco Angeli editore. ISBN: 978-1626258655.