In questi ultimi anni è cresciuta sempre di più l’attenzione verso i Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA), ma spesso non vengono ancora riconosciuti o pienamente compresi.

In questo articolo approfondiremo cosa sono, come riconoscerli e quali possono essere le strategie utili.

COSA SONO I DSA

I Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) sono dei disturbi del neurosviluppo che si manifestano con un deficit specifico in alcune abilità scolastiche come lettura, scrittura e calcolo.

Bambini/e e ragazzi/e che presentano difficoltà nell’acquisizione e nell’uso di queste abilità specifiche hanno un QI nella norma e non hanno problematiche neurologiche o sensoriali.

Non si tratta di mancanza di impegno, né di disabilità generale, né di malattie. Si tratta di una neuro-diversità, ovvero difficoltà specifiche relative al modo in cui il cervello elabora le informazioni legate all’apprendimento. Di conseguenza non si può “guarire”, ma con le strategie e gli strumenti adeguati è possibile imparare a gestirli efficacemente e superare le molte difficoltà.

I principali DSA riconosciuti sono:

  • Dislessia: difficoltà nella lettura che può essere lenta, poco fluida e imprecisa. Questa difficoltà, talvolta, può accompagnarsi ad una fatica nella comprensione del testo;
  • Discalculia: difficoltà nell’apprendimento degli automatismi del calcolo che si manifesta con una fragilità nella capacità di comprendere i numeri e le quantità, nel calcolo a mente e scritto;
  • Disortografia: riguarda gli aspetti linguistici e si manifesta con frequenti errori ortografici nella scrittura delle parole;
  • Disgrafia: difficoltà nella componente grafo-motoria. La scrittura può risultare lenta, poco comprensibile e faticosa.

COME RICONOSCERLI

Non è sempre facile riconoscere un Disturbo Specifico dell’Apprendimento (DSA), soprattutto perché i segnali possono variare molto da individuo a individuo. Inoltre, all’inizio, alcuni comportamenti possono sembrare normali difficoltà legate alla crescita o allo studio. Tuttavia, una buona conoscenza dei segnali tipici può aiutare genitori, insegnanti ed educatori ad individuare precocemente la presenza di un DSA e ad intervenire con il supporto adeguato.

La diagnosi può essere effettuata a partire dalla fine del secondo anno della scuola primaria. Tuttavia, già dalla scuola dell’infanzia, è possibile individuare alcuni segnali riconducibili ai DSA, pur senza indicarne con certezza la presenza. Tra queste:

  • scarsa conoscenza delle parole e dei loro significati
  • linguaggio poco articolato
  • difficoltà nella discriminazione dei suoni e delle rime 
  • scarsa memoria per sequenze semplici. 

Con l’inizio della scuola primaria, le richiesta di lettura, scrittura e calcolo rendono i segnali più evidenti: 

  • lettura lenta
  • difficoltà a discriminare lettere o parole simili
  • errori ortografici frequenti o difficoltà a ricordare le regole della scrittura
  • difficoltà a comprendere il significato dei numeri
  • frequenti errori di calcolo e di incolonnamento. 

Nella scuola secondaria, invece, si osservano spesso segnali più indiretti, come: 

  • eccessiva lentezza e fatica nello studio
  • difficoltà a scrivere testi coerenti e coesi
  • scarsa autonomia nell’organizzazione dello studio 
  • calo della motivazione e dell’autostima legate alle difficoltà scolastiche.

Riconoscere precocemente i segnali è molto importante, perché permette di intervenire con strategie di supporto personalizzate e strumenti compensativi, riducendo così il rischio di insuccessi scolastici e di disagio emotivo.

La diagnosi viene effettuata da un’équipe multidisciplinare composta da neuropsichiatri infantili, psicologi e logopedisti, che valutano il soggetto attraverso test specifici e un insieme di osservazioni e prove.

COSA FARE

Per supportare bambini/e e ragazzi/e con DSA bisogna strutturare un sostegno personalizzato e costante, che coinvolga gli specialisti, la famiglia e la scuola. È importante che l’ambiente sia accogliente, valorizzi le potenzialità e riduca le difficoltà legate all’apprendimento.

Tramite un supporto mirato con un tutor, ad esempio, il/la giovane può imparare ad organizzare efficacemente lo studio e ad utilizzare strategie specifiche e metodi in linea con il suo stile di apprendimento. Inoltre, potrebbe esserci la necessità di percorsi con logopedisti o pedagogisti che abbiano l’obiettivo mirato di migliorare alcune abilità, come la lettura o la scrittura, e potenziare le funzioni esecutive, come la memoria o l’attenzione.

Un altro elemento molto importante è la dimensione emotiva. Le difficoltà scolastiche che riscontrano bambini/e e ragazzi/e con DSA possono avere una grande influenza sul loro benessere psicologico. Possono infatti sperimentare ansia da prestazione, frustrazione, inadeguatezza e calo dell’autostima. È quindi fondamentale che l’intervento non si focalizzi solo sugli aspetti didattici, ma includa anche un supporto emotivo e motivazionale, capace di promuovere serenità e rafforzare la fiducia.

Per questo motivo, oltre alle figure come tutor dell’apprendimento e logopedisti, può essere importante coinvolgere anche psicologi o pedagogisti, capaci di fornire un sostegno globale che integri mente, emozioni e apprendimento. Sentirsi accettati e valorizzati per le proprie capacità e non essere definiti solo in base alle fragilità, è essenziale per costruire un’immagine di sé positiva. L’ambiente deve promuovere un incoraggiamento costante e il riconoscimento dell’impegno e dei progressi raggiunti, al fine di supportare lo sviluppo della fiducia in se stessi, aumentando di conseguenza anche la motivazione allo studio.

A scuola, è importante che venga redatto il Piano Didattico Personalizzato (PDP) che tenga conto delle esigenze specifiche dello/a studente, al fine di definire obiettivi realistici e strategie didattiche personalizzate. 

Bambini/e e ragazzi/e con DSA possono beneficiare di strumenti compensativi e dispensativi. L’uso di mappe concettuali, calcolatrici e libri digitali può aiutare a superare le difficoltà specifiche, così come l’ampliamento dei tempi per le prove scritte o la riduzione del numero di esercizi e delle richieste nelle verifiche, costituiscono strategie fondamentali per garantire agli studenti con DSA pari opportunità di apprendimento e valutazione, nel rispetto dei loro bisogni specifici.

I genitori hanno un ruolo molto importante nel sostenere il/la figlio/a con DSA: tramite una collaborazione attiva con la scuola e gli specialisti, infatti, possono aiutare a creare un clima positivo e di supporto, favorendo il benessere emotivo e il successo scolastico.

In conclusione, se si sospetta la presenza di un DSA o si riscontrano specifiche difficoltà, è importante rivolgersi a professionisti qualificati per una valutazione accurata e un percorso di supporto personalizzato.

Intervenire precocemente è essenziale in modo da poter garantire all’individuo un percorso educativo e di sostegno specifico.